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  • Jazz con Monique Chao Trio
    21:00-23:00
    2019.11.02

    2 novembre ore 21:00 – Monique Chao Trio

    La musica jazz è il risultato di una forte sensibilità personale e di una profonda capacità di ascolto. Oggi vi presentiamo tre giovani musiciste che si esibiscono insieme nel nome di una forte passione comune: la musica jazz. Dagli anni ’20 fino ai giorni nostri, dall’Europa all’America, preparatevi ad arricchire il vostro bagaglio di ascolti musicali e a passare una bella serata di musica con Monique Chao Trio.

    Monique Chao (piano e voce), originaria di Taiwan, dopo essersi laureata in musica classica e canto lirico, si è dedicata a lavorare nell’ambiente dell’Opera in Italia. Dopo aver scoperto la sua passione per il jazz, ha cambiato strada immergendosi in questo mondo. Sarà accompagnata dalle bravissime Margherita Carbonell (contrabbasso) e Francesca Remigi (batteria), due musiciste giovanissime ma di indubbio talento.

    Monique Chao: piano e voce
    Margherita Carbonell: contrabbasso
    Francesca Remigi: batteria

    Appuntamento imperdibile con il grande jazz del sabato sera.

    Direzione artistica a cura di Blodaun

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    INGRESSO GRATUITO
    Info e prenotazioni: proscenio@apres-coup.it | 02.38243105
    (SI ACCETTANO PRENOTAZIONI SOLO PER LA CENA)

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  • Inaugurazione | JAZZ ICONS of The ‘60s
    19:00-23:00
    2019.11.05

    Noema Gallery e Aprés-coup Milano, in occasione di Jazzmi, inaugurano Jazz Icons of the ‘60s, una mostra fotografica di Roberto Polillo per ricordare il padre Arrigo nel centenario della sua nascita.
    Durante l’aperitivo, Franco Caroni ricorderà la figura di Arrigo Polillo. Seguirà una live performance del cantante Charlie Armstrong.

    Date e orari della mostra:
    6.11.2019 – 10.1.2020 | mar-sab 11:30 – 23.00
    Un grazie agli sponsor tecnici dell’evento:
    Illica Vini Biologici
    Fatti di Frutta

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  • Storytelling – Audaci cantori n° 17: prima che sia troppo tardi
    20:00-22:00
    2019.11.06

    CAPITOLO 17: prima che sia troppo tardi
    (6 novembre 2019 ore 20:00)

    Il secondo appuntamento di una trilogia di capitoli dedicati alla felicità. Una riflessione prolungata sulla possibilità che sia proprio la felicità il motivo del nostro essere venuti al mondo.
    Come per il capitolo di ottobre, anche a novembre ascolteremo 4 cantori raccontare una storia vera e non più lunga di 12 minuti (sì, il tempo stringe!) sulla felicità. Per scoprire se c’è ancora qualcosa che possiamo fare per imparare e mettere in pratica la nostra ragion d’essere.

    CAPITOLO 17: prima che sia troppo tardi
    Alla spensierata, spesso dimenticata, felicità della primissima infanzia seguono, in ordine, la turbolenza della giovinezza e la complessità della vita adulta. A questo punto alcuni si rassegnano, lasciando andare ogni speranza di felicità. Altri invece cominciano a guardare alla vecchiaia come al tempo durante il quale questa speranza sarà finalmente realizzata.
    Ma siamo sicuri non sia possibile essere felici durante il viaggio? Questa sera ho invitato a raccontare della felicità quattro anziani cantori. Ho chiesto loro di sprigionare saggezza, portare pazienza ed indicarci, nel caso l’avessero trovata, la strada per essere felici prima che sia troppo tardi.

    Buon ascolto,
    Massimiliano Balduzzi

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    Gli Audaci Cantori è una serata di storytelling all’interno della quale 4 cantori, non professionisti, si esibiscono sul palco di Après-coup raccontando una loro storia, inedita, legata al tema della serata.
    Presenta Massimiliano Balduzzi.
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    INGRESSO GRATUITO: per info e prenotazioni scrivere a proscenio@apres-coup.it oppure chiamare il numero 02.38243105

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  • Jazz con Dario Napoli Modern Manouche Project
    21:00-23:00
    2019.11.09

    9 novembre ore 21:00

    Anche se il suo percorso nel jazz è iniziato a New Orleans e la sua educazione musicale è radicata nel blues, nel rock e nel jazz moderno, nell’ultimo decennio, il chitarrista e compositore italiano Dario Napoli ha costruito una reputazione internazionale nel mondo del jazz manouche. Ha presentato il suo progetto Modern Manouche in alcuni dei festival più rinomati al mondo, sia di jazz tradizionale, sia della nicchia della tradizione di Django Reinhardt (Django Amsterdam, Liverpool Philarmonic, Djangofolllies, Django in June, Cully Jazz Fest, Pisa Jazz, Valdarno Jazz, per citarne alcuni).
    Il 4 ° album di Dario uscirà nel Gennaio 2020, basandosi sul suo stile, che nelle parole di Francis Couvreaux della Django Station, “Dario combina suono, eleganza, virtuosismo senza eccessi e divertimento nel suonare”.
    Sebbene Dario abbia condiviso il palco con tutti i giganti del genere, da Stochelo Rosenberg a Robin Nolan, la più grande emozione viene dall’esecuzione delle sue composizioni nel suo Modern Manouche Project che vede il basso elettrico Tonino De Sensi e Tommaso Papini alla chitarra ritmica. Fondere la tradizione con suoni e arrangiamenti moderni e cercare di bilanciare l’esecuzione virtuosistica con la melodia e la composizione originale sono gli elementi principali della musica di Dario, proprio come lo era per Django Reinhardt nella sua era.

    Direzione artistica a cura di Blodaun

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    INGRESSO GRATUITO
    Info e prenotazioni: proscenio@apres-coup.it | 02.38243105
    (SI ACCETTANO PRENOTAZIONI SOLO PER LA CENA)

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  • 15 novembre ore 21:00 – TUTTO QUELLO CHE VOLEVO
    21:00-22:30
    2019.11.15

    15 NOVEMBRE
    TUTTO QUELLO CHE VOLEVO
    storia di una sentenza

    Lettura scenica tratta dallo spettacolo prodotto dal Teatro dell’Elfo.
    di e con Cinzia Spanò

    Fece molto scalpore, qualche anno fa, la storia di due ragazzine di 14 e 15 anni, studentesse frequentanti uno dei licei migliori della capitale, che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli. Il caso ebbe una fortissima eco mediatica anche per via dei clienti che frequentavano le due ragazze; tutti appartenenti alla cosiddetta “Roma-bene”, professionisti affermati e benestanti, di livello culturale medio-alto, insospettabili padri di famiglia. La vasta indagine che è seguita alla scoperta della vicenda ha visto coinvolte e processate un altissimo numero di persone tra clienti e sfruttatori.

    La storia che raccontiamo inizia quando la strada della più piccola delle due ragazze – che noi chiameremo Laura – incrocia quella della Giudice Paola Di Nicola, chiamata a pronunciarsi su uno dei clienti della giovane, un professionista romano di circa 35 anni.

    La Giudice, che deve esprimersi anche sul risarcimento del danno alla giovane oltre che sulla condanna alla reclusione e alla multa dell’imputato, si accorge subito che nessuna cifra potrà mai restituire alla ragazza quello che le è stato tolto. Inoltre: «Com’è possibile risarcire quello che ha barattato per denaro dandole altro denaro? Se io adesso dispongo di risarcirla in questo modo non farei che ripetere la stessa modalità di relazione stabilita dall’imputato con la vittima, rafforzando in lei l’idea che tutto sia monetizzabile, anche la dignità. E come può inoltre il denaro proveniente dall’imputato, il mezzo cioè con cui lui l’ha resa una merce, rappresentare per quella stessa condotta il risarcimento del danno?».

    All’epoca infatti, attraverso una narrazione facente leva prevalentemente sugli stereotipi, i media hanno fortemente inquinato la lettura collettiva della vicenda. Lo stigma è caduto soprattutto sulle giovani, che proprio in virtù del fatto di non essere percepite come vittime sono divenute vittime una seconda volta.

    Lo spettacolo è dedicato alla Giudice Paola Di Nicola e alla sua coraggiosa e sorprendente sentenza.

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  • Teatro: Tutto quello che volevo – di e con Cinzia Spanò
    21:00-22:30
    2019.11.15

    TEATRO
    15 novembre ore 21:0

    TUTTO QUELLO CHE VOLEVO

    di e con Cinzia Spanò
    lettura scenica dallo spettacolo prodotto dal Teatro dell’Elfo

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    Fece molto scalpore qualche anno fa la storia di due ragazzine di 14 e 15 anni che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli.
    La storia che raccontiamo inizia quando la strada della più piccola delle due ragazze incrocia quella della Giudice Paola Di Nicola, chiamata a pronunciarsi su uno dei clienti della giovane, un professionista romano di circa 35 anni.

    La Giudice, che deve esprimersi anche sul risarcimento del danno da destinare alla ragazza, si accorge subito che nessuna cifra potrà mai restituirle quello che le è stato tolto.

    Inoltre: “Com’è possibile risarcire quello che ha barattato per denaro dandole altro denaro? In questo modo non si farebbe che rafforzare in lei l’idea che tutto è monetizzabile, anche la dignità.”

    La riflessione della Giudice culmina con una sentenza di cui hanno scritto i giornali di tutto il mondo. “L’unico strumento capace di restituire dignità e libertà alla ragazza non è il denaro ma qualcosa di molto più importante: la Conoscenza.”

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    INGRESSO: 15 EURO comprensivo di un calice di vino
    Info e prenotazioni: proscenio@apres-coup.it | 02.38243105
    (Per rispetto verso gli artisti e gli altri ospiti si prega di non presentarsi oltre le 20:40)

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  • 30 novembre ore 21:00 – DITA DI DAMA
    21:00-22:30
    2019.11.30

    30 NOVEMBRE
    DITA DI DAMA
    monologo tratto dal romanzo “Dita di Dama” di Chiara Ingrao

    Adattamento drammaturgico e regia Laura Pozone e Massimiliano Loizzi
    con Laura Pozone

    Operaia. Era bastata quella parola a farle crollare il mondo addosso.”

    Francesca e Maria, due diciottenni cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana: una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma sono i padri, a decidere per loro: una studierà legge, l’altra andrà in fabbrica. Le “dita di dama” sono le dita di Maria, la protagonista: dita curatissime e sottili, con le quali Maria avrebbe voluto fare la dattilografa ma che invece la portano a lavorare in una fabbrica di televisori, dove servono mani sottili come le sue.

    Siamo nel 1969, l’autunno caldo. Attraverso gli occhi di Francesca scopriamo la nuova vita di Maria e delle altre operaie, sempre in bilico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante. Il cottimo, i marcatempo, gli scioperi, il consiglio di fabbrica. Sullo sfondo il turbinio dell’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, dallo Statuto dei lavoratori alle ribellioni in famiglia.

    Maria, da timida e impacciata ragazzina che in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta salda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, “una con le palle”; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.

    Gli anni ’70, raccontati non attraverso lo stereotipo degli “anni di piombo”, ma indagando percorsi di libertà e di dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente.

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