Dita di dama – Laura Pozone

La storia di Francesca e Maria, due amiche, cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana. Una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare.

Ma a diciotto anni si ritrovano, costrette dai padri una a studiare legge, l’altra a lavorare in fabbrica.
Siamo nel 1969, l’autunno caldo. Attraverso gli occhi di Maria scopriamo la nuova vita sua e delle altre operaie, sempre in biblico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante.
Il cottimo, la bolla, la paletta, i marcatempo. E poi gli scioperi, la stira, il consiglio di fabbrica. E ancora sullo sfondo l’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, lo Statuto dei lavoratori, le ribellioni in famiglia
.
Maria, da timida e impacciata ragazzina in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta salda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, “una con le palle”, sguardo fisso e faccia decisa quando parla alle assemblee; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.

Gli anni delle lotte operaie, raccontati non attraverso lo “stereotipo” della violenza, della tensione e del piombo, ma con una storia di formazione d’amore e amicizia, tutta al femminile, che indaga percorsi di libertà e dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente.
Un piccolo spaccato dell’ Italia operaia negli anni che vanno dal 1969 ai moti di Reggio Calabria del 1972.

Tratto dall’omonimo romanzo di Chiara Ingrao
Anno di produzione 2017
Co-produzione Teatro della Cooperativa e Aparte Ali per l’arte
Adattamento drammaturgico e regia di Laura Pozone e Massimiliano Loizzi
Struttura scenografica di Paola Tintinelli

Dita di dama – Laura Pozone